Per la mia tesi finale in naturopatia presentai un bel librone che parlava di lui, l’organo più discusso di sempre: l’amato, odiato, benedetto INTESTINO!

 

Mi ha sempre affascinata particolarmente quest’organo perchè nella mia infanzia e adolescenza ho dovuto imparare a conoscerlo bene e a percepire il suo linguaggio attraverso i disagi che mi inviava: i “suoi malumori”, i brontolii, gli spasmi, le infiammazioni e le irritazioni tanto dolorose che mi tenevano a letto per giorni. 

 

Ho chiesto tanti aiuti, adottato tante soluzioni, preso tanti farmaci e integratori… ma niente. Quei sintomi tornavano sempre e ogni volta  in modo più violento. Ricordo un episodio in cui il mio colon discendente era talmente infiammato e dolorante da non riuscire nemmeno a distendere la gamba e a camminare. Dovetti rimanere seduta per un intero giorno; ma quel giorno, tra pianti e rabbia, fu per me l’inizio di una nuova vita. 

 

Ho trovato da sola la via di guarigione, ho trovato la mia cura e l’ho trovata nella natura, nel cibo vivo e vitale, nella conoscenza e accoglienza delle tante parti di me. 

 

Quello che scrivo in questo articolo non è la verità assoluta, è la mia esperienza, quello che a me, ha aiutato a risolvere tutti quei dolorosissimi fastidi e disagi. Quindi quando leggerai prendi ciò che serve, se ti serve, e il resto buttalo via. Fai la tua esperienza e impara ad ascoltare il tuo corpo e la tua anima… loro conoscono la via giusta per te.

 

Intestino: chi sei e come sei fatto? 

E’ l’organo che spesso rinneghiamo, perché è quello più “rumoroso” e “puzzolente”.

Spesso, durante le consulenze, leggo un leggero imbarazzo nel viso delle persone, perché parlare di di cacca, di puzzette non è certo una cosa per “persone per bene”. 

Eh si, tutti facciamo la cacca e tutti abbiamo fatto una puzzetta almeno una volta nella vita!

L’intestino ci rende semplici, umili, abbatte tutti i nostri ego. Basta dire: “com’è l’odore della tua cacca?” che in un millesimo di secondo si diventa rossi in viso! Ci sentiamo piccoli, a disagio, nudi, ma da questo impariamo a prenderci meno sul serio e a ridere di noi. Hai potuto notare tutto questo?

Il tubo intestinale è lungo 7-8 volte la nostra altezza. Aprendolo e distendendolo, tutta la superficie delle sue pareti (compresi villi e microvilli che lo rivestono) otteniamo un’area di circa 200 metri quadrati. Al suo interno si trovano 100milioni di neuroni, che costituiscono un cervello parallelo, che dialoga continuamente con l’encefalo, inviando, ricevendo messaggi e ordini; produce anche numerosi ormoni, che attivano diverse funzioni fisiche che determinano anche il nostro stato d’animo. Nell’intestino abitano ben 100mila miliardi di batteri, una popolazione sterminata, composta da varie specie di organismi, senza i quali non potremmo sopravvivere. Quando il complesso apparato intestinale si inceppa ce ne accorgiamo subito dai sintomi più comuni: la stipsi o la diarrea. 

 

Nel canale intestinale si possono distinguere due parti principali: l’intestino tenue e crasso, a loro volta divisi in sezioni diverse, in base alla forma e alle funzioni che svolgono.

IL TENUE

Si divide in tre porzioni, partendo dallo stomaco: il duodeno, digiuno e l’ileo.

Sfocia nell’intestino crasso tramite la valvola ileo-cecale. L’intestino tenue è lungo circa 7 m, ha un diametro medio di 2 cm e si presenta ripiegato su se stesso più volte. La mucosa che ne riveste le pareti interne ricoperta da villi intestinali (responsabili dell’assorbimento dei nutrienti introdotti attraverso il cibo) e da larghe pieghe circolari (servono per ampliare la superficie dell’intestino, così da poter completare la digestione dei nutrienti).

Il duodeno è il tratto iniziale dell’intestino. Ha forma di C ed è lungo circa 25 cm, dalla porzione terminale dello stomaco alla curvatura che rappresenta l’inizio della sezione chiamata digiuno. La mucosa che riveste questa parte dell’intestino tenue è deputata all’elaborazione della secretina (che stimola la secrezione dei succhi coinvolti nella digestione) e della serotonina (un importante neurotrasmettitore del sistema nervoso centrale).

 Il digiuno è la seconda porzione dell’intestino tenue; a esso fa seguito l’ileo, dal quale si differenzia per poche caratteristiche (pareti più spesse, maggior numero di villi intestinali e di pliche circolari). La funzione principale dell’intestino tenue è quella di completare la digestione tramite l’azione dei succhi enterici prodotte dalle ghiandole e di effettuare l’assorbimento dei principi nutritivi contenuti negli alimenti.

 

IL CRASSO 

E’ la seconda parte dell’intestino. Si estende dalla valvola ileo-cecale che collega il tenue fino all’orifizio anale. E’ formato da tre segmenti: l’intestino cieco, il colon (composto dal colon ascendente, quello trasverso e quello discendente) e il retto che rappresenta l’ultimo tratto dell’intestino, quello che sbocca nell’orifizio anale. 

L’intestino crasso è più corto del tenue (1,5 m contro 7), ma è molto più largo (circa 7 cm). Si restringe poi nell’ultima parte del retto, il canale anale, ovvero la parte che comunica con l’esterno del corpo. Le funzioni principali dell’intestino crasso sono quelle di assorbire l’acqua e gli elettroliti e rimasti dopo il trattamento del cibo e di permettere l’accumulo degli scarti alimentari non digeribili, per poi provvedere alla loro decomposizione ed espulsione dall’organismo.

 

Microbiota: miliardi di batteri-amici e nemici che vivono insieme a noi. 

Oggi si fa un gran parlare del Microbiota (o flora batterica). Mi piace immaginarlo come una città con tanti piccoli esseri pensanti, un po ‘come noi cittadini del mondo: un mondo nel mondo. Questi batteri sono invisibili all’occhio umano e sono fondamentali per l’equilibrio di tutto il nostro sistema.

Microbiota deriva dall’unione di due parole: micro <<molto piccolo>> e biota <<vita>>.  Questi piccolissimi organismi pieni di vita popolano soprattutto le parti a contatto con l’esterno: l’apparato urinario, l’apparato genitale per esempio la vagina, l’apparato respiratorio e infine l’apparato gastro intestinale, il luogo più popolato, nel quale risiede circa l’80% del microbiota. 

Si legge spesso che il microbiota può essere benefico o nocivo, in quanto oltre ai “batteri-amici” sono presenti anche i “batteri-nemici”: virus, funghi, parassiti, lieviti, eucarioti e protozoi.

Anche nel microbiota si riproduce il film della vita: il bene e il male, il giusto e lo sbagliato, la luce e il buio…! 

Questi amici e nemici esistono, coesistono e si vogliono bene (secondo me). Servono uno all’altro, ma è quando “i nemici” diventano tanto più numerosi degli “amici”, che il nostro organismo innesca il meccanismo di allarme facendo comparire i primi sintomi intestinali. 

Sintomi e Disarmonie 

  • Stitichezza
  • Meteorismo
  • Diarrea
  • Colite, Colon irritabile
  • Emorroidi 
  • Diverticoli
  • Candidosi
  • Disbiosi
  • Intestino permeabile o gocciolante
  • Colon dilatato, Megacolon, Colon Spastico 
  • Colite ulcerosa
  • Morbo di Crohn 

Credo poco alla storia che il microbioma sia la causa di moltissimi mali. Penso che l’alterazione del microbiota, come tutti gli altri sintomi, arrivi per segnalarci qualcosa di più profondo, ovvero la debolezza energetica dell’organo coinvolto.

Per debolezza energetica, intendo mancanza di vita, di energia, di vitalità che nasce dai conflitti emozionali, psicologici che viviamo. 

 

Problemi gastro-intestinali non diagnosticati

Spesso i problemi al tratto digestivo restano senza diagnosi; situazioni in cui in verità i nervi nello stomaco, nel duodeno, nell’intestino tenue o nel colon sono ipersensibili a causa di infiammazioni causate da elevate cariche batteriche o virali.

Questo può portare a un forte disagio, come se il sistema digestivo non riuscisse ad elaborare e assimilare il cibo in maniera corretta.

La maggior parte delle persone convivono con un problema digestivo invisibile: bassi livelli di acido cloridrico. Ciò significa che non riescono a degradare correttamente le proteine, che marciscono all’interno dell’intestino, creando una situazione di gonfiore o dilatazione nel tratto gastrointestinale superiore e inferiore.

Quando il cibo va in putrefazione, diventa nutrimento per i batteri nocivi. Ci può portare in alcuni casi a una diagnosi di SIBO (small intestinal bacterial overgrowth o sovracrescita batterica intestinale) o persino di morbo di Crohn o di colite.

Lo stomaco di molte persone versa in condizioni terribili. Anche se non se ne rendono conto, il rivestimento dello stomaco potrebbe essere coperto di tessuto cicatriziale, usurato e persino irregolare.

Lo stomaco è un organo e quando viene maltrattato per tutta la vita, può indebolirsi, sia in termini di produzione di acido cloridrico sia nella sua flessibilità. Questo può renderlo più vulnerabile a disturbi causati dagli agenti patogeni come le ulcere, che sono dovute principalmente a batteri. Inoltre, nella parte inferiore dello stomaco, verso il duodeno, può formarsi una sacca in cui proteine in putrefazione, grassi e altri detriti iniziano a raccogliersi, appesantendo questo passaggio e deformando l’organo.  Questo può portare a ernia iatale, crampi allo stomaco, spasmi alla gola ed esofagei, reflusso acido e bruciore di stomaco.

 

Il conflitti dell’intestino: la visione psicosomatica

Come scrivo spesso, bisogna che impariamo a vederci in unità:

l’intestino non è “a parte noi” è noi; cosi gli altri organi non sono “a parte noi” sono noi, siamo noi.

Siamo così tanto abituati a vederci divisi in tanti scompartimenti che creiamo separazione ovunque. E’ bellissimo conoscere il nostro organismo e vedere che ogni organo ha il suo mondo, la sua intelligenza, il suo lavoro, ma tutti sono/siamo noi. Se comprendiamo profondamente questo, riusciremo a vedere i disturbi da una nuova prospettiva.

Se vivo una situazione di panico, di rabbia, di indecisione, di frustrazione, di paura, di mancanza di fiducia, di nervosismo,  lo vivo a tutti i livelli: nel corpo fisico, energetico, emozionale, psicologico Ogni cosa arriva per insegnarci qualcosa, per farci vedere il prossimo passo da compiere verso l’evoluzione.

Le persone che hanno problemi intestinali spesso sono quelle che, per carattere e per indole, cercano sempre di rimanere pulite, moraliste, ordinate, “persone per bene”. Tendono al perfezionismo e reprimono quelle parti un pò buie, perfide, cattivelle, strane… che le esporrebbero a giudizi e critiche mooolto dure.

Il conflitto legato all’intestino crasso, ha a che fare proprio con questo: la paura del giudizio e della critica. Questo tipo di conflitto nasce innanzitutto interiormente, perché i primi a giudicarci male, a criticarci severamente siamo noi stessi. Siamo noi i nostri primi nemici!!! Siamo in grado di vedere la critica e il giudizio perché queste cose ci abitano, e visto che siamo abili criticoni di noi stessi, lo diventiamo anche con gli altri.

 

Finalmente ho compreso questo passo della Bibbia da un punto di vista più profondo:

«Non giudicate, per non essere giudicati; perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati. Perché osservi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? O come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell’occhio tuo c’è la trave? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.»
(Vangelo secondo Matteo 7,1-5 

 

Ma non finisce qui. L’intestino è talmente grande che un solo conflitto non basta a spiegare tutto :-).

Le personalità indecise, estremamente sensibili, quelle che non fanno mai il primo passo perché non sanno se sia la cosa giusta o sbagliata vivono dei disagi a livello dell’intestino tenue, deputato all’assorbimento dei principi nutrienti contenuti nel cibo. Osservate come il disagio emozionale e strettamente correlato con la funzione dell’organo: l’intestino tenue assorbe ciò che è utile prendere (vitamine, sali minerali, ecc..) e lascia andare quello che è dannoso: tossine, residui e scarti di digestione.

Le persone sensibili e molto indecise hanno paura di fallire, vivono nel mezzo, trattengono (stitichezza) situazioni dannose che difficilmente riescono a lasciare andare.  Così non fanno mai delle scelte, perché scegliere vorrebbe dire assumersi le responsabilità, fallire, lasciar andare quello che non ci serve più.

 

La cura parte dal nostro modo di vivere e di alimentarci: 

Quando parliamo di guarigione e di cura dobbiamo pensare al cibo come via principale. Il cibo è la nostra primissima cura.

Bisogna allenarsi a sviluppare una nutrizione consapevole e a mangiare la metà di quello che solitamente mangiamo. Per iniziare a sperimentare tutto questo, troverai in questo link dei percorsi online che potranno aiutarti. Dai un’occhiata!

Una buona soluzione sarebbe quella di ridurre i pasti e “stancare” il corpo facendolo lavorare, muovere, prendere pesi, camminare, sudare ecc… Basta osservare questi due semplici punti per iniziare a sperimentare i primissimi effetti benefici.

 

I cibi che irritano e aggravano i disturbi intestinali

 

Alimenti Sconsigliati

  • Le carni, rosse bianche, salumi, insaccati, che creano putrefazione e quindi sviluppo di gas.
  • Cibi raffinati come la pasta bianca, il pane bianco, il riso bianco e tutti quei prodotti che vengono eccessivamente trasformati.
  • Uova, latte, latticini.
  • Dolcificanti artificiali e zucchero raffinato
  • Alcol
  • Caffe, tè
  • Bevande gassate o contenenti caffeina
  • Dolci prodotti industrialmente

 

Alimenti Accettabili: 

  • Legumi
  • Verdure
  • Frutta
  • Latticini freschi di capra (yogurt o ricotta)
  • Semi e frutta essiccata

 

Alimenti Adatti: 

  • Cereali integrali a chicco
  • Succhi (estratti o centrifugati) di verdure
  • Frutta di stagione
  • Verdure
  • Ortaggi
  • Alghe
  • Aglio

 

4 rimedi di pronto-aiuto

 

Tisana di menta: rinfresca e rilassa l’intestino. Si fa bollire una tazza d’acqua e si aggiunge un cucchiaio di menta essiccata o un pugno di foglie di menta fresca. Si spegne il fuoco e si lascia in infusione per 15 minuti. Si filtra e si beve lontano dai pasti.

 

Decotto di semi di finocchio: per attenuare il gonfiore addominale. Si mette a bollire una tazza d’acqua con un cucchiaio di semi di finocchio macinati. Far bollire per almeno 12-15 minuti. Lasciare intiepidire, filtrare e bere dopo i pasti.

 

Succo di spinaci e succo di carote: si centrifugano una parte di spinaci e due parti di carote. Si beve 1 litro di succo al giorno per almeno un mese.

 

Clistere di camomilla: la pratica di igiene che aiuta a pulire l’intestino e a rilassare le tensioni nervose. Si fa di sera prima di andare a letto.  Alla fine dell’articolo troverai il link con le indicazione per fare il clistere.

 

 

I percorsi di guarigione della natura 

Quando scrivo un articolo ho talmente tante cose che vorrei dirti che non basterebbero pagine e pagine. Ma so bene che un articolo è pur sempre un articolo e non posso dilungarmi cosi tanto. :-). Per questo motivo ho creato una pagina fatta di percorsi che possono aiutarti a percorrere la via della salute in modo dettagliato e specifico. Ogni percorso è una guida, un manuale che può accompagnarti, naturalmente, a ripristinare la tua salute e il tuo benessere. VEDI QUI

Sono percorsi che potrai svolgere online, direttamente da casa tua, con tante chiavi, diari alimentari curativi, ricette medicamentose, rimedi naturali,  pratiche di rivitalizzazione e disinfiammazione, auto-trattamenti per lavorare anche sulle emozioni ingombranti. Insomma, davvero una speciale guida d’aiuto!

Ricorda sempre che il primissimo passo per qualsiasi disturbo è disinfiammare, disintossicare e rivitalizzare l’organismo!!!

Federica ♥

 

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